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GENERAZIONE ENERGIA ELETTRICA

La generazione di elettricità dal vapore geotermico in Italia è iniziata nel lontano 1913 a Larderello in Toscana con una potenza installata di 250 kW; i primi esperimenti risalgono tuttavia al 1904.
Dal 1950 altri paesi hanno seguito l'esempio italiano, ed al 1998 risultavano installati nel mondo 7 868 MW.
Tra le fonti di energia cosiddette rinnovabili la potenza elettrica geotermica è attualmente confrontabile con quella ottenuta da biomasse e ben superiore a quella attuale da energia solare ed eolica; tuttavia essa rappresenta solo lo 0.3 % della potenza elettrica mondiale.
L'energia elettrica generata nel mondo per via geotermica è pari a 40 miliardi di kWh, che consentono di risparmiare circa 6 milioni di TEP/anno.
L'energia geotermica può giocare un ruolo importante nei paesi in via di sviluppo, dove esiste ancora un limitato consumo di elettricità rispetto a quelli industrializzati, e nei quali l'economia può trarre giovamento dall'utilizzo di fonti a" costo zero".
L'energia geotermica può rappresentare una soluzione assai attraente, al momento attuale, in paesi come le Filippine, il Nicaragua, El Salvador, Costarica, Kenya, i cui serbatoi geotermici sono ampiamente da sfruttare.
In Italia attualmente la potenza geotermica installata è di 742 MW, con una generazione media di energia pari a 3.9 miliardi di kWh/anno, che rappresentano l'1.5% di tutta l'elettricità prodotta in Italia in un anno ed il 20% del consumo in Toscana.
Il rendimento globale della produzione di elettricità dal vapore geotermico è intorno al 10-17%, circa tre volte minore di quello delle fonti convenzionali, dovuto alla bassa temperatura del vapore geotermico in genere inferiore a 250°C.
Inoltre il vapore geotermico ha una composizione chimica che differisce dal vapore acqueo puro.
In esso sono contenuti gas quali anidride carbonica (la più abbondante), idrogeno solforato, ammoniaca, metano, azoto, e idrogeno in quantità variabile (da 1 a 50 g/kg di fluido) che rappresentano una perdita di energia nel processo.
Le centrali geotermiche consumano da 6 a 15 kg di vapore per kWh, dipendo ciò dalla tipologia dell'impianto, a scarico diretto in atmosfera o con condensazione a valle della turbina.
Nella energia geotermica il 50% del costo è legato alla ricerca ed alla perforazione dei pozzi di produzione e di reiniezione; il costo della perforazione dei pozzi varia da 1 a 2 milioni di lire per metro perforato, e di norma occorre effettuare due perforazioni per avere almeno un pozzo produttivo.
Un buon pozzo produttivo con una portata di 70.000 kg/h di vapore può alimentare una centrale da 10 MW.
Confrontata con il petrolio, la risorsa geotermica è economicamente più vantaggiosa e, anche a pari costo, riduce sia l'importazione di combustibile o di energia che la dipendenza dall'estero, favorendo la bilancia commerciale.
 

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