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Tu sei qui: Home > Competenze > Edifici basso consumo energetico > Casa passiva > Criteri progettuali CRITERI PROGETTUALI CASA PASSIVA (CP)» INTRODUZIONE» LA FORMA DELL'EDIFICIO» ORIENTAMENTO DELL'EDIFICIO E VETRATE» OMBREGGIAMENTO» DISPOSIZIONE DEI LOCALI» I TELAI DELLE FINESTRE» FINESTRATURA» LA COIBENTAZIONE DELL'INVOLUCRO» VENTILAZIONE E RECUPERO CALOREINTRODUZIONEQuali caratteristiche consentono di classificare una costruzione come casa passiva ?
LA FORMA DELL'EDIFICIOLa forma dell'edificio influisce in maniera significativa sulle perdite termicheLo scambio termico tra interno ed esterno di un edificio, avviene attraverso la superficie dell'involucro: tanto più elevata è la superficie che racchiude il volume, tanto più elevato è lo scambio
ORIENTAMENTO DELL'EDIFICIO E VETRATELa maggior parte del fabbisogno energetico di un edificio passivo viene coperta dagli apporti solari, per cui negli edifici a consumi energetici controllati l'orientamento è di importanza fondamentale.L'orientamento verso sud è il migliore per due motivi:
Da simulazioni al computer si è potuto capire che:
OMBREGGIAMENTOL'ombreggiamento esterno (monti, alberi, edifici adiacenti) è difficilmente modificabile. Ma l'ombreggiamento endogeno di balconi, tettoie e simili è molto più importante.Il motivo: il maggiore apporto solare è fornito nelle ore più calde, quando il sole è relativamente alto nel cielo. La presenza di balconi e tettoie sopra le finestre a sud incrementa di molto il fabbisogno termico per il riscaldamento. DISPOSIZIONE DEI LOCALILe prime costruzioni passive realizzate erano tutte villette unifamiliari. In questi edifici si è dimostrata molto utile la suddivisione dei piani in differenti zone climatiche:
I TELAI DELLE FINESTREI telai delle finestre sono i componenti a maggiore dispersione dell'intero involucro. E' importante che la percentuale di telaio sia ridotta al minimo.I normali telai sono inadatti agli edifici passivi nei quali si utilizzano quelli speciali con alte prestazioni termiche. Le strutture delle finestre per le case passive necessitano quindi di buon isolamento termico; può essere realizzato in vari modi. Parecchi costruttori realizzano le strutture di legno con un nucleo in gomma piuma o in Purenit (un materiale riciclato, con conducibilità termica relativamente bassa). Il grafico mette in evidenza le dispersioni termiche in funzione della percentuale di superficie del telaio. FINESTRATURANegli edifici a consumi controllati le finestre vengono munite di speciali vetri termici, generalmente tripli.Tre lastre di vetro normale assorbono molta luce ed è per questo che tali vetri debbono essere molto trasparenti (parametro g > 0,6) e le intercapedini riempite con gas nobile - argon o krypton. - Un aumento della finestratura incrementa l'importanza del valore U e diminuisce quello del valore g. Motivo: ampie finestre a sud garantiscono un apporto termico adeguato anche con un valore di g ridotto. - Da un punto di vista energetico, le finestrature superiori al 40% della SRE (superficie di riferimento energetico) non sono utili, poiché l'apporto termico non può essere sfruttato appieno.
LA COIBENTAZIONE DELL'INVOLUCRO
Per ottenere questo valore occorre:
Viene quindi richiesta:
VENTILAZIONE E RECUPERO CALORE
In un edificio passivo viene a crearsi un conflitto tra buona ventilazione e risparmio energetico: più ventilazione significa meno risparmio energetico. Si pone quindi il problema della definizione del ricambio d'aria ottimale. Generalmente si ritiene necessario un ricambio d'aria compreso tra 0,4 e 0,8/h, ma alcuni autori ritengono sufficiente, per un edificio passivo, un tasso di ricambio dello 0,25 - 0,375/h. Ciò significa, per un'abitazione standard con una superficie di 120 m², un volume di 320 m³ d'aria/h, se abitata da 4 persone, un ricambio d'aria di 20 – 30 m³/h e persona. In base ad alcune esperienze fatte, le perdite di calore, in caso di ventilazione regolata con un ricambio d'aria di circa 0,5/h, si aggirano attorno ai 3000 kWh/a e scendono a circa 1800 kWh/a quando il tasso di ricambio viene ridotto a soli 0,3/h. Bisogna però considerare non solo il risparmio energetico, ma anche la qualità abitativa che dipende in gran parte dalla qualità dell'aria. Gli impianti di ventilazione meccanica devono perciò essere regolabili caso per caso: per esempio, in presenza di fumatori deve essere possibile aumentare il rateo di ventilazione. Un tasso di ricambio più alto di 0,25 - 0,375/h è necessario anche per asportare l'umidità che si forma all'interno, quando le temperature esterne salgono sopra i 10°C. Negli edifici passivi questo problema è però meno sentito perché a questa temperatura non si deve più riscaldare e l'umidità può fuoriuscire attraverso le finestre aperte. Perdite di calore possono risultare anche da comportamenti sbagliati degli abitanti. Lasciare aperte le finestre in posizione inclinata può comportare perdite di calore di oltre i 4500 kWh/a. Si è però potuto notare che negli edifici passivi questo tipo di perdite di calore risultano inferiori a quelle contemplate nelle normative in quanto in questi edifici risultano anche meno i giorni di riscaldamento. In altre parole, è come se si trovassero in aree con un valore inferiore dei Gradi-Giorno. Avendo questi edifici un sistema di ventilazione regolata, il recupero di calore avviene mediante scambiatori a flusso d'aria incrociato che recuperano almeno l'80% del calore dell'aria in uscita. Dal punto di vista energetico i comuni ventilatori a 100 W sono inadatti in quanto consumano troppa energia; normalmente vengono installati ventilatori con una potenza inferiore ai 40 W (incluse regolazione e periferiche) e ventilatori a corrente continua di 24 W prodotta da un piccolo pannello fotovoltaico.
b) Scambiatore di calore interrato
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