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COGENERAZIONE» DESCRIZIONE GENERALE» DEFINIZIONE DI EFFICIENZA» STORIA COGENERAZIONE» MERCATO E OSTACOLI» TECNOLOGIE» COMBUSTIBILI UTILIZZATI NEGLI IMPIANTI CHP» VANTAGGI E SVANTAGGI» CONFRONTO CON LE EROGAZIONI TRADIZIONALIDESCRIZIONE GENERALELe fonti di energia si possono classificare in tre grandi tipologie:
Il CHP è una generazione sequenziale o simultanea di due diverse forme di energie (meccanica e termica), partendo da una singola fonte energetica, attuata in un unico sistema integrato. Di solito i sistemi CHP sono formati da un motore primario, un generatore, un sistema di recupero termico e interconnessioni elettriche configurati in un unico sistema integrato. Il motore primario è un qualunque motore usato per convertire il combustibile in energia meccanica, il generatore la converte in energia elettrica, mentre il sistema di recupero termico raccoglie e converte l’energia contenuta negli scarichi del motore primario, in energia termica utilizzabile. L’energia meccanica prodotta dal motore primario è spesso utilizzata da un generatore di energia elettrica, ma potrebbe in alternativa alimentare compressori, pompe e ventilatori. L’energia termica ottenuta dal sistema di recupero termico può essere usata o direttamente in alcuni processi, o indirettamente per produrre vapore, acqua calda, aria calda per l’essiccamento o acqua fredda per processi di raffreddamento. La figura 1 mostra il vantaggio dal punto di vista dell’efficienza di un impianto CHP confrontato con un impianto tradizionale di energia elettrica e termica. Combinando la generazione elettrica e termica in un unico processo, i sistemi CHP possono raggiungere un’efficienza di produzione di energia elettrica che varia dal 50% al 70%, a fronte di un’efficienza media del 33%, per il singolo impianto di energia elettrica. Un sistema CHP con processi di produzione termici ed elettrici richiede il 35% in meno di carburante rispetto alla configurazione separata di produzione di energia elettrica e termica. Questa riduzione nel consumo di combustibile è la chiave dei benefici ambientali legati agli impianti CHP, in quanto bruciando lo stesso tipo di combustibile in modo più efficiente, si riducono le emissioni a parità di potenza in output. Inoltre le attuali misure per il controllo dell’inquinamento non si basano, come fa la cogenerazione, sulla prevenzione degli agenti inquinanti, ma si preoccupano soprattutto di abbatterli con trattamenti sugli effluenti gassosi degli impianti, peraltro molto costosi.
Nella figura 2 vengono riportate le emissioni totali di carbonio negli USA, dovute alle perdite
irreversibili di energia, alla produzione di energia e alle altre attività industriali.
DEFINIZIONE DI EFFICIENZAL’efficienza rappresenta il principale beneficio dei sistemi CHP rispetto agli altri sistemi. Tuttavia l’efficienza può essere misurata ed espressa in svariati modi. Ciò potrebbe essere causa di confronti errati e poco attendibili con gli altri impianti. Le seguenti definizioni sono adottate dall’EPA e dai suoi membri.
L’efficienza di una generazione elettrica attuata in un singolo impianto è data dal rapporto tra l’output
elettrico netto e la quantità di combustibile consumato (efficienza semplice). La quantità di calore è un
altro parametro spesso usato per misurare l’efficienza semplice degli impianti ed è definita come il
rapporto tra i Btu di combustibile consumati e i KWh prodotti. L’EPA ha scelto l’efficienza elettrica
effettiva come misura dell’efficienza degli impianti CHP, perché è in grado di valutare sia l’output
elettrico, che quello termico e inoltre rappresenta una misura specifica dell’efficienza nella generazione
di potenza attraverso il consumo incrementale di combustibile di un qualunque sistema CHP.
STORIA COGENERAZIONEIl concetto di cogenerazione ha una lunga storia. Gli ingegneri sono sempre stati affascinati dalla notevole opportunità di aumentare l’efficienza combinando la generazione dell’energia elettrica con i carichi termici degli stabilimenti e delle abitazioni. L’interesse nei riguardi della cogenerazione è stato sempre fluttuante, a causa delle mutevoli condizioni del mercato e delle politiche dei governi e il futuro è tuttora nebuloso se non verranno cambiate le attuali scelte politiche in materia di energia.La cogenerazione si è evoluta in modo diverso negli USA e in Europa. All’inizio del secolo negli USA gli impianti CHP erano i più diffusi generatori di energia elettrica. Non appena il costo e l’affidabilità dell’industria separata per la sola produzione di energia elettrica raggiunsero un buon livello negli USA, furono abbandonati i generatori in situ di energia elettrica a favore del più conveniente acquisto dell’energia.
Nel 1978 la quota elettrica della cogenerazione era solo del 4%. Alla fine degli anni settanta, con
l’aumento vertiginoso dei prezzi dovuta alla crisi energetica (1973-1979), ci fu un rinnovato interesse
nei riguardi della cogenerazione: le industrie capirono di poter diminuire il proprio fabbisogno
energetico costruendo impianti CHP più grandi e più ottimizzati negli outputs elettrico e termico. Questi sistemi CHP ottimizzati nell’ambito elettrico sono denominati "cogeneratori non tradizionali". Nel 1980 si registrò una rapida crescita della capacità cogenerativa statunitense. La capacità installata aumentò da meno di 10 Gwe nel 1980 a quasi 44 Gwe entro il 1993. Nella figura 3 è possibile apprezzare tale incremento. La maggior parte di questa capacità fu installata nei grandi stabilimenti industriali, come le industrie della pasta di cellulosa, della carta, petrolifere e petrolchimiche, le quali fornire un notevole quantitativo di energia termica da sfruttare nella produzione di elettricità.
Il Regno Unito ha visto raddoppiare l’aliquota di energia elettrica prodotta da impianti CHP nell’ultima decade e la potenza installata è salita a 3,7 GWe nel 1997 con proiezioni di aumentare a 5 GWe entro il 2000. Analogamente la Danimarca e l’Olanda hanno registrato un sensibile aumento dal 1980 producendo attualmente più del 30% del loro fabbisogno elettrico da impianti di cogenerazione. La figura 4 mostra la percentuale di produzione nazionale con impianti CHP nel 1997 in molti paesi europei e negli USA.
MERCATO E OSTACOLIIl mercato della cogenerazione è stato diviso per comodità in 3 categorie: impianti industriali, sistemi del settore energetico, sistemi commerciali in piccola scala e residenziali.Il settore industriale rappresenta la fetta più ampia dell’attuale potenza installata negli USA ed è il segmento con il più ampio potenziale di crescita nel breve periodo.
Sistemi di cogenerazione sono tipicamente presenti nell’industria della raffinazione del petrolio,
nell’industria petrolchimica ed in quella della carta. Alcuni impianti usano configurazioni di ciclo combinato che consentono loro la vendita di energia: essi infatti appartengono a qualche produttore indipendente, che cerca qualche cliente industriale per il vapore, e vende energia elettrica sul mercato su vasta scala. Talvolta i clienti che comprano l’energia termica acquistano quote dell’energia elettrica.
Gli impianti del settore energetico (DES) rappresentano un mercato in espansione per la cogenerazione. I DES sono da considerare un importante fetta di mercato perché aumentano in modo significativo la quantità di carichi termici potenzialmente generabili con la cogenerazione. Abitazioni, ospedali, università, uffici pubblici, ristoranti e centri commerciali possono usufruire dei servizi offerti dai DES. Esistono tuttavia una serie di ostacoli, che impediscono la completa diffusione della cogenerazione. Essi sono:
TECNOLOGIECi sono una varietà di tecnologie che possono essere applicate nella cogenerazione.In molti casi la generazione di piccola potenza consiste di una macchina termica o un motore primario che crea energia meccanica che a sua volta è sfruttata da un generatore elettrico. Il calore di scarto del motore primario è recuperato per produrre vapore o acqua calda con lo scopo di soddisfare le necessità on-site.
I motori primari includono motori alternativi, turbine a gas o a combustione, turbine a vapore,
microturbine e fuel cells. Questi motori primari usano come combustibili gas naturale, carbone e olio
combustibile, ma anche combustibili alternativi come legno, biomassa, black liquor e gas di processo. Esistono due principali tipi di concetti di cogenerazione:
Ci sono quattro tipi di sistemi di cogenerazione "Topping Cycle":
Gli impianti "Bottoming Cycle" sono meno comuni dei "Topping Cycle".
Una tecnologia emergente che utilizza la cogenerazione è la fuel cell. Essa è un’apparecchiatura che
converte l’idrogeno in energia senza combustione, con un processo esotermico di idrolisi inversa
dell’acqua.
La cogenerazione ha oggi raggiunto ragguardevoli livelli di sofisticazione tecnologica:
è il caso dell’impianto situato nel campus di Busch della Rutgers University nel New Brunswick N.J.,
costruito nel dicembre 1995, per affiancare un preesistente impianto termico.
Uno dei sistemi più avanzati dal punto di vista tecnologico presente nell’impianto è quello di
deionizzazione dell’acqua.
Le zeoliti sono silicati alluminiferi idrati microporosi con una struttura tridimensionale a tetraedro del
tipo TO4 dove T è l’atomo centrale e generalmente è un atomo di silicio o di alluminio.
L’osmosi è il passaggio di un liquido meno concentrato attraverso una membrana semipermeabile
verso un liquido più concentrato. La nostra pelle funge da membrana semipermeabile e questo ruolo è
evidente nei bagnanti che rimangono a lungo immersi nell’acqua: infatti la nostra pelle cede fluidi
all’acqua circostante, provocando l’imprunimento della pelle.
Infine l’acqua attraversa il letto di un demineralizzatore a scambio ionico simile a quello zeolitico visto
in precedenza per rimuovere gli eventuali cationi sfuggiti alla membrana.
All’uscita del demineralizzatore viene effettuato un test di controllo finale sul sodio e il silicio: infatti
nel caso di inefficiente funzionamento del sistema di deionizzazione, questi sarebbero i primi due
cationi presenti nell’acqua (il silicio, tra l’altro, è molto dannoso per gli iniettori di combustibile delle
turbine). L’acqua a questo punto è estremamente pura e raggiunge una resistività di 18 Mohm (basti
pensare che l’acqua pura ha una resistività di 20 Mohm, che è un livello irraggiungibile in termini
pratici). COMBUSTIBILI UTILIZZATI NEGLI IMPIANTI CHPPrima di passare all’analisi dettagliata dell’argomento, è importante premettere che teoricamente qualunque tipo di combustibile è utilizzabile negli impianti di cogenerazione.Nella pratica comune, i combustibili fossili, e in particolare il gas naturale per ragioni economiche ed ambientali, rappresentano la classe dominante; tuttavia di recente stanno trovando maggiore applicazione le biomasse, i RSU ed alcuni gas industriali.
Al momento, per esempio, in Turchia il GPL o la nafta sono utilizzati come combustibili di riserva, nel
caso in cui, per qualsiasi ragione, venga sospesa l’erogazione del gas naturale.
In alcuni casi gli addetti degli impianti CHP hanno la possibilità di operare su impianti trivalenti o
tetravalenti, scegliendo di alimentare le apparecchiature con il combustibile più economico nelle varie
fasi della giornata.
I combustibili possono essere classificati:
Si definiscono combustibili "commerciali" i combustibili fossili che sono soggetti ad estrazione, trattamento, raffinazione e commercializzazione nei vari mercati mondiali. I "residui" sono i sottoprodotti, prodotti secondari o gli scarti in uscita dai processi produttivi. I combustibili da fonti rinnovabili non sono di norma commercializzati, ma sono disponibili per l’acquisto solo in alcune specifiche località. Tra i combustibili "commerciali" si annoverano:
VANTAGGI E SVANTAGGIUn impianto convenzionale di produzione di energia elettrica ha una efficienza di circa il 35%, mentre il restante 65% viene disperso sotto forma di calore, con un impianto di cogenerazione, invece, il calore prodotto dalla combustione non viene disperso, ma recuperato per altri usi; l'efficienza media di una macchina di cogenerazione di piccola potenza supera il 90%.Gli aspetti più interessanti che rendono la cogenerazione una soluzione attraente sono:
LimitazioniInnanzitutto, il vantaggio della cogenerazione si presenta quando la domanda di calore è a bassa temperatura, il connesso vantaggio energetico, infatti, è tanto più grande quanto più bassa è tale temperatura, e praticamente svanisce a temperature elevate.Dato che elettricità e calore sono praticamente non accumulabili, la cogenerazione è proponibile quando le due domande sono temporanee. Siccome le macchine con le quali si effettua la cogenerazione danno (ciascuna secondo le sue caratteristiche) calore ed elettricità in dati rapporti, il vantaggio della cogenerazione viene conseguito nella misura in cui la suddetta domanda di elettricità e calore si manifesta in rapporti uguali ai predetti.BR> Dato che i vantaggi della cogenerazione sono originati da una produzione combinata, è necessario che l'energia termica disponibile possa essere utilizzata nel ciclo produttivo dello stabilimento in cui essa si colloca. Ciò comporta la localizzazione degli impianti di cogenerazione in prossimità delle aree produttive senza la penalizzazione delle perdite di trasporto dell'energia elettrica in rete, ponendo però dei limiti alle dimensioni delle macchine utilizzate in quanto l'energia termica non può essere trasportata a grandi distanze in modo economico.
ControindicazioniLa cogenerazione comporta un investimento supplementare non indifferente, in molti casi anche un ulteriore supplemento per personale di sorveglianza e per manutenzione. Questi oneri (che sono oneri fissi) devono essere compensati dai vantaggi energetici (che sono vantaggi proporzionali alla produzione) per cui è necessario, per la convenienza dell'operazione, che le domande energetiche si presentino per un elevato numero di ore all'anno.In pratica è impossibile, per lo meno in tutti i periodi di esercizio, che il rapporto fra elettricità e calore richiesti coincida con il rapporto fra elettricità - calore erogati. È inevitabile prevedere l'intervento di una fonte energetica convenzionale di integrazione (prelievo di energia dalla rete e/o da una caldaia). Per le stesse ragioni in alcune circostanze bisognerà rassegnarsi alla parziale utilizzazione della macchina di cogenerazione, od al parziale recupero del calore disponibile. CONFRONTO CON LE EROGAZIONI TRADIZIONALINella progettazione di una centrale di cogenerazione occorre verificare la competitività economica nei confronti delle erogazioni tradizionali.Per quanto riguarda la produzione separata di energia, sappiamo che l'energia primaria contenuta nelle fonti può solo parzialmente trasformarsi in energia elettrica; quindi orientativamente poco più di un terzo del contenuto energetico del combustibile bruciato viene trasformato in energia elettrica e poco meno di due terzi di tale contenuto energetico viene smaltito come calore a basso contenuto entalpico. Il parametro caratterizzante dell'impianto qui considerato è il rendimento elettrico, re = energia elettrica prodotta / energia primaria introdotta. Per quanto riguarda invece la produzione di energia termica, le necessità sono soddisfatte riscaldando il fluido termovettore direttamente per mezzo di generatori di calore alimentati a combustibile di vario tipo. Questi generatori di calore hanno un rendimento (rth = energia termica utile/ energia del combustibile) variabile a seconda del tipo, della taglia dell'esercizio, dello stato di manutenzione ecc. Per avere un ordine di grandezza, diremo che dei generatori per la produzione di acqua calda possono avere rendimenti tipici tra l'80% ed il 90% riferiti al p.c.i. (potere calorifero inferiore). Per un cogeneratore che produce sia l'energia elettrica che l'energia termica ad alto contenuto entalpico, i parametri considerati sono i seguenti:
Definiti i parametri e gli indici energetici dei vari componenti possiamo procedere ad un bilancio energetico. Per il cogeneratore si possono seguire due approcci diversi: uno per soddisfare l'esigenza di energia termica e l'altro per rispondere alla domanda di energia elettrica. Tralasciando i passaggi matematici i risultati sono riportati nella tabella 2.
Le conclusioni deducibili dalla tabella sono utili sia per un confronto (in termini di efficienza totale) tra due tecnologie, sia per una analisi preliminare(in termini di risparmio di combustibile) della convenienza di cogenerazione.
Come abbiamo detto più sopra, il vantaggio della cogenerazione viene conseguito nella misura in cui il
rapporto Rd risulta uguale ad Rc.
La progettazione di un sistema di cogenerazione richiede la conoscenza del comportamento dell'impianto nel suo ciclo termodinamico, in particolare il comportamento di generatori di potenza in funzione delle variabili del sistema. Le caratteristiche tipiche di un generatore di potenza possono essere elencate come segue: Il rapporto caratteristico R = QE/QH Efficienza *tot = (QE+QH)/QF Gamma di potenza La variabilità di R Efficienza con carichi parziali Flessibilità con tipi di alimentazione
Può essere opportuno dimostrare in linea teorica come i parametri suddetti intervengano nella scelta di un generatore di potenza.
In molti casi, specialmente nel caso di combustione interna, non è possibile recuperare la totalità di energia termica. Indicando con Efft l'efficienza di combustione e introducendola nella formula di cui sopra si ha: R'min = Effe./( Efft - Effe) dunque, R'min è il valore minimo di R per un'assegnata Effe. Nella figura sono riportati linee tratteggiate, per i valori di Effe =0.30 e Efft =0.85 (Rmin = 0.43 ,R'min = 0.545).
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